Se una notte d’inverno un viaggiatore

In occasione dell’Altra metà del Libro 2015 abbiamo lanciato un progetto di scrittura creativa, ispirato al celebre romanzo di Italo Calvino. Pubblichiamo qui di seguito i lavori dei ragazzi della classe II A, della Scuola Secondaria di I grado dell’Istituto Don Bosco di Genova. Gli alunni, coordinati dal professor Daniele Gatti, hanno scelto un incipit dell’opera di Calvino, e a partire da questo hanno elaborato tre racconti originali:

 

IL MIRACOLO, di Michela N. e Samuele P.

Nell’impastare la carne tritata sulla farina intrisa di uova, le braccia rosse e sode di Brigd; picchiettate di lentiggini dorate, si coprirono d’una spolveratura bianca con appiccicati frammenti di carne cruda, quando qualcuno bussò. Brigd, si pulì le mani bagnate su di un piccolo canovaccio e aprì la porta. Era Mario, suo marito, un uomo sulla cinquantina dai capelli brizzolati e gli occhi verdissimi; era molto più basso rispetto a lei , infatti al villaggio gli attribuirono numerosi soprannomi. Egli entrò arrabbiatissimo, come sempre, sbattendo la porta.  Era innervosito a causa del lavoro nei campi e spesso durante la cena raccontava a Brigd di come desiderasse diventare ricco. Poco dopo il suo ingresso in casa chiese col suo fare arrogante “E’pronta la cena?” e Brigd portò i piatti in tavola senza dire parola. Un’altra grande differenza tra i due era la religione: lei era cristiana mentre il marito era ateo. Brigd pregava sempre prima di mangiare, mentre Mario, appena lei gli porgeva il piatto, cominciava subito ad ingozzarsi. Quella sera però, lui mangiò poco e andò subito a letto senza nemmeno dare la buonanotte a sua moglie. Il mattino dopo, al risveglio raccontò tutto a Brigd. Qualche mese addietro aveva chiesto un prestito per acquistare un nuovo aratro e ottenuto il denaro dal vicino, un proprietario terriero, che però adesso aveva preteso la restituzione  di una cifra molto più alta di quella pattuita. Non avendo ancora a disposizione tale somma, Mario domandò ulteriore tempo e inizialmente sembrava che l’usuraio non avesse nulla in contrario. Quella mattina però trovò una brutta sorpresa: il suo raccolto era stato calpestato dai cavalli. L’unico a possederne nel villaggio era proprio l’usuraio che probabilmente aveva voluto punirlo del mancato pagamento. Brigd, dopo aver espresso il proprio disappunto sulla convenienza di chiedere prestiti, consigliò al marito di rivolgersi all’autorità del paese. Facendosi coraggio, così, Mario si convinse di raggiungere il capo delle guardie, ma questo gli disse che non poteva fare nulla per lui e gli fece capire che l’usuraio finanziava molte attività nel villaggio. Tornando a casa disperato, sentì una giovane voce che urlava chiedendo aiuto e vide un bambino che stava annegando nel fiume; senza pensarci il pover’uomo si gettò in acqua a soccorrerlo e lo portò a casa sua. Il padre del fanciullo era l’usuraio e appena saputo dei fatti gli fu molto grato, annullò il debito e gli regalò una sua proprietà. Fu proprio in questo modo che Brigd e suo marito divennero ricchi.

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L’HAMBURGER DEL SABATO, di Gaia I. e Lorenzo R.

Nell’impastare la carne tritata sulla farina intrisa di uova, le braccia rosse e sode di Brigd; picchiettate di lentiggini dorate, si coprirono d’una spolveratura bianca con appiccicati frammenti di carne cruda. Era una giovane sui vent’anni, dai tratti svedesi, aveva biondi capelli corti e una corporatura massiccia. Mentre stava impastando, improvvisamente, Brigd sentì odore di bruciato nella cucina. La stanza era molto larga, ma la donna non impiegò molto tempo a capire da dove provenisse l’odore: erano gli anelli di cipolla che aveva messo a friggere in precedenza. Li tolse velocemente dalla padella, ma ormai quest’ultima era fuori uso. Brigd pensò che avrebbe potuto andare a comprarne una nuova, ma essendo già mezzogiorno inoltrato del sabato, le botteghe erano già in chiusura e troppo lontani da casa per arrivare in tempo. Così andò a chiederne una in prestito alla vicina di casa, ma non ne avevano nessuna a disposizione. Sconfortata, rientrò in casa e si mise a piangere, perché non poteva cucinare l’hamburger del sabato con gli anelli di cipolla. Tutto ad un tratto sentì bussare alla porta: era il postino che le aveva portato il premio della lotteria: una padella nuova di zecca! Essendo l’ultima consegna del mattino, egli è così gentile da montargliela e Brigd, per ringraziarlo, decise di invitarlo a pranzo: aggiunse un posto a tavola e finì di cucinare. Alle tredici in punto arrivarono gli altri ospiti e tutti fecero i complimenti alla giovane cuoca: Molto contenta, Brigd arrossì quando subito udì un trillo fastidioso: cercò di capire di cosa si trattasse e, in un batter d’occhio…si ritrovò nel suo letto! Il suono era quello della sua sveglia , che come ogni mattina le ricordava di svegliarsi. Comprese che si trattava di un sogno; quindi, essendo sabato, decise che quel giorno avrebbe tenuto d’occhio anche gli anelli di cipolla oltre all’hamburger!

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L’IMPREVISTO, di Martina C. e Matilde T. 

Nell’impastare la carne tritata sulla farina intrisa di uova, le braccia rosse e sode di Brigd; picchiettate di lentiggini dorate, si coprirono d’una spolveratura bianca con appiccicati frammenti di carne cruda. In quel preciso istante pose l’occhio sulla finestra: era una stupenda giornata d’inverno. La gente passeggiava tranquillamente per le vie del centro e un leggero venticello muoveva dolcemente i rami spogli degli alberi. Brigd era la fedele cuoca della Villa Magnifica; lavorava a servizio di un vecchio generale dell’esercito deceduto durante la Seconda Guerra Mondiale. La donna era di origine andalusa e aveva un aspetto simpatico: era di corporatura robusta e di media altezza, aveva un paio di occhi scuri leggermente a mandorla, due belle gote rosse e dei neri lunghi capelli raccolti sul collo. Quella mattina il garzone le gridò dalla soffitta che avevano appena bussato al portone di servizio. Brigd, in fretta e furia, si diresse sul retro, si aggiustò la frangetta e, con un bel sorriso stampato sul volto, aprì la porta. Ed ecco davanti a lei il generale, colui che tutti, lei compresa, credevano fosse deceduto. Gli occhi della giovane cuoca si riempirono di lacrime e senza pensarci lo abbracciò amichevolmente. Brigd dunque si guardò intorno confusa, non sapendo cosa fare e per prima cosa decise di andare di corsa a comunicare la bella notizia alla padrona, al piano nobile. La povera donna aveva sofferto moltissimo per la presunta morte del marito e da quando aveva ricevuto la notizia era rimasta sempre rinchiusa nella sua camera, senza voler più vedere nessuno, triste di non averlo più con lei. Ma quando Brigd lo introdusse in camera per la prima volta la sua padrona sorrise di nuovo; i due si fecero coraggio e ripartirono daccapo, sempre mano nella mano, superando insieme gli ostacoli della vita.

 

 

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